Tutto bene tutto male

Ti fidi delle recensioni online?

Su molte piattaforme puoi valutare il livello di soddisfazione delle tue aspettative su bar, ristoranti, alberghi, attrazioni e attività commerciali di ogni genere, e corredarlo di un commento. Si possono recensire anche studi medici e professionali, luoghi di culto, uffici pubblici, insomma, c’è da sbizzarrirsi.

Ho notato che in questa abbondanza la maggior parte dei giudizi è fortemente polarizzata: a tot recensioni col massimo dei voti ne seguono altre col voto minimo, e pochissime si discostano da questi valori. Pochissimi “recensori” si attestano su valori intermedi, quasi non esistono toni di grigio in un mondo che è o bianco o nero. Viene voglia di approfondire, e allora ho analizzato i commenti che accompagnano questi giudizi: se tutto è nella norma, si paga il giusto, il servizio è soddisfacente, il giudizio sarà massimo; se c’è una nota stonata, un errore, un’occhiata storta del titolare, una voce fuori posto nel conto, il giudizio sarà inesorabile e punitivo, nonostante spesso si sottolineino anche aspetti positivi.

Capita di leggere cose tipo: “location carina, personale gentile e preparato, ma la pastasciutta era troppo piccante” oppure ” si mangia molto bene e si spende poco ma il proprietario è antipatico” e il giudizio è bassissimo, senza appello. A volte ci si lamenta di cose davvero assurde, quasi che ogni esercizio commerciale debba soddisfare qualsiasi capriccio dell’utente, anche quello più cafone, e possibilmente col sorriso sincero stampato in faccia. Su un famigerato gruppo Facebook si è arrivati a proporre di boicottare un locale perché il gestore aveva parcheggiato in divieto di sosta, o un altro perché non consente l’ingresso ai cani.

Mi piace invece il sistema di alcuni siti: ti pongono domande precise sul livello di soddisfazione relativo ad aspetti specifici, e calcolano la media. In questo modo costringono l’utente ad una valutazione più accurata. Ovviamente nulla mi vieta falsare verso il basso o verso l’alto tutte le risposte per puro capriccio, ma almeno mi tocca fare qualche passaggio in più.

Nemmeno TripAdvisor sfugge più alla logica bianco/nero, e anche da quelle parti è sempre più raro leggere recensioni accurate e voti dati con cognizione di causa.

Bisogna tornare alle care vecchie guide cartacee? Non necessariamente. Non andrai mai a colpo sicuro, perché anche ai migliori capita la giornata storta; poi sta al singolo esercente venirne fuori con signorilità o esibire la cafonaggine. Alla lunga il tam tam online servirà pure a qualcosa, e se tirando le somme di tutti questi giudizi la media punta decisamente verso l’alto o verso il basso il messaggio sarà chiaro.

 

 

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Informazioni su Valerio Caddeu

Edonista, critico, fotografo dilettante, viaggiatore, artista fallito, sportivo incostante, cittadino del mondo con la Sardegna nel cuore.
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