A Chilivani si cambia

Tempo fa scelsi questo titolo per la foto qui sopra: erano i miei primi anni a Ozieri, e la stazione di Chilivani era il mio punto di arrivo e partenza. “A Chilivani si cambia” diceva il controllore, e nel mio caso non parlava del treno, ma di quello che dal 2005 a oggi sarebbe stata la mia nuova casa, la mia nuova vita.

A Chilivani, qualche tempo prima, rimasi bloccato per mezza giornata: il treno pomeridiano per tornare in Campidano era stato soppresso, l’amico che mi aveva ospitato nel nord dell’Isola era tornato a casa, ed era domenica: Chilivani era un deserto. Il bar avrebbe riaperto i battenti solo quattro o cinque anni più tardi, non c’era nessuno in giro, il mio primo cellulare era irrimediabilmente scarico ed ero solo, di quella solitudine cosmica che solo queste concatenazioni di eventi riescono a generare.

A quasi dieci anni da quella domenica e quasi cinque dalla foto, arriva a Ozieri Flavio Soriga a presentare Nuraghe Beach, il suo ultimo lavoro: dagli schermi televisivi al piccolo auditorium della biblioteca di Ozieri il passo è lunghissimo, ma lui pareva averlo percorso senza fatica. Era lì con Astrid Meloni e con il cantautore Giovanni Peresson, e hanno interpretato alcuni passi del libro. La premessa data dal sottotitolo (La Sardegna che non visiterete mai) e l’idea che l’avesse scritto l’autore di Sardinia Blues, tanto bastava per metterlo nella (cortissima) lista delle cose da comprare prima di Natale.

Arrivo alla sala a presentazione già cominciata, e una volta dentro ecco che mi sento citare in modo familiare tutti i posti, i personaggi, le situazioni, i cibi, le storie che fanno della Sardegna un piccolo universo. Tutte le cose che odio e amo della mia Isola. Addirittura descrive meglio di qualsiasi recensione specializzata l’albergo della Cooperativa Enis di Monte Maccione, a Oliena, e la sensazione che si prova a stare lì, oppure l’atmosfera che si respira a Sassari, oppure la bellissima capitale dell’Isola, circondata dall’acqua e da una cinta urbana fatta di veri paesi. In tutto questo c’è spazio anche per Chilivani e i suoi silenzi. Chilivani: nome esotico che Flavio diceva appartenesse ad una leggendaria principessa indiana passata da quelle parti (magari in treno).

Ho anticipato l’acquisto del libro a quel momento, anche per averci su una dedica autografa di Flavio, l’ho divorato in poche ore l’ho amato profondamente. Non so se possa funzionare come stimolo al viaggio per chi questi luoghi non li ha mai visti (e il sottotitolo di sicuro non è incoraggiante), ma tra le righe si respira un po’ di quello che si prova ad aver vissuto e ad averla vissuta, la Sardegna.

E comunque io a Chilivani principesse indiane non ne ho mai visto…

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Informazioni su Valerio Caddeu

Edonista, critico, fotografo dilettante, viaggiatore, artista fallito, sportivo incostante, cittadino del mondo con la Sardegna nel cuore.
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