Voglio andare ad Alghero

Citazione d’obbligo.

Magari avrei fatto meglio a postare e citare i Calic, interpreti di grande musica in lingua algherese-catalana e in sardo, oppure mettere una delle foto che ho fatto da quelle parti, ma molti conoscono questo posto solo per il titolo della canzone. Non sanno cosa si perdono.

Alghero è un piccolo universo, un gioiello prezioso affacciato sul mare. Pur essendo sull’Isola dalla nascita, ho scoperto questa città solo da una decina d’anni, e me ne sono irrimediabilmente innamorato.

Di solito ci vado la sera, prima del tramonto, parcheggio vicino al porticciolo e poi faccio due passi fin sui bastioni, e da lì mi godo lo spettacolo del sole che si tuffa dalle parti di Capo Caccia. Se posso rimango nel centro storico, scegliendo uno dei tanti ottimi ristoranti per la cena: un tempo Moreno Cecchini regnava incontrastato, e la sua invenzione Aragosta alla Catalana richiamò ai tavoli del suo ristorante La Lepanto, sui bastioni vicino alla Torre Aragonese, i nomi più noti del cinema, della politica e dello spettacolo fin dagli anni Cinquanta. Ma questa ormai è leggenda e io, a quei tavoli, non ho avuto la fortuna di sedermici.

Ora da più parti sento nominare il ristorante Al Tuguri, ma grazie alla supponenza e all’antipatia del gestore non credo che ci metterò mai piede: ci andai a ferragosto, a pranzo, nel 2005, e questo simpaticone, vedendo me e la mia compagna di allora in pantaloni corti e ciabatte, ci guardò dall’alto in basso con sdegno e disse di avere la sala piena, quando era evidente il contrario.

Poco male, dietro l’angolo ho trovato Andreini, quello che da allora è senza dubbio il mio ristorante preferito. Dati i prezzi elevati ci vado poco più di una volta all’anno, ma ogni volta è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, e la grande classe dei proprietari e del personale non raffredda il calore umano e la passione che queste persone infondono nel loro lavoro.

Ma il buon cibo non manca anche da Macchiavello, che offre la possibilità di cenare direttamente sui bastioni, oppure al Refettorio, e così via. Ma se il budget è limitato o non avete la pazienza di gustare antipasti, primi e secondi, fermatevi alla fine del viale del porticciolo, a poca distanza dai bastioni: c’è la Focacceria Milese e la focaccia omonima, guarnita con pomodoro fresco, tonno, uova sode, acciughe, rucola, cipolle e pancetta, arricchiti da una salsa segreta di cui soltanto i proprietari conoscono la ricetta.

La passeggiata nel centro storico vale da sola la visita in città, per la bellezza dei luoghi e l’abbraccio del mare, e per alcuni degli scorci di panorama più belli che possiate immaginare. Lasciatevi tentare da una delle tante proposte di gita in barca, anche solo per ammirare la città dal mare e apprezzarne i colori caldi e l’aspetto esotico. Fatevi portare in giro fino alla baia di Porto Conte, all’allevamento ittico in mare aperto, dove con un po’ di fortuna vedrete da vicino i delfini che vanno a scroccare il pranzo a orate e spigole. Passeggiate sulla spiaggia del Lido o a Maria Pia, con le dune di sabbia bianca e la pineta, oppure avventuratevi fino alle Bombarde e alla sua acqua gelida anche ad Agosto.

Mia madre non lo deve sapere non lo deve sapere che | voglio andare ad Alghero | in compagnia di uno straniero | su spiaggie assolate | mi guardi in silenzio | con languide occhiate.

Stranieri ce ne sono tanti tutto l’anno, grazie ai voli low cost, e continua a stupirmi il fatto che molti miei conterranei non abbiano ancora deciso di farci un salto. Ecco perché scrivo questa paginetta densa d’amore per Alghero: per fare in modo che anche i più pigri trovino lo stimolo per una gita, anche fugace, nella cosiddetta Riviera del Corallo.

Ma non ditelo a vostra madre…

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Informazioni su Valerio Caddeu

Edonista, critico, fotografo dilettante, viaggiatore, artista fallito, sportivo incostante, cittadino del mondo con la Sardegna nel cuore.
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