Letteralmente buono

Conosco un posto che piacerebbe anche a Stefano Benni.

Se non lo avete fatto, leggete Bar Sport, il primo di una serie di suoi grandi successi letterari. Descrive il bar come luogo di narrazione, dove si intrecciano storie. I bar come quelli di Benni non esistono più, tranne poche eccezioni. Ma oggi voglio contaminare ancora di più il mio racconto, e aggiungo ai consigli di lettura Buono Da Mangiare di Marvin Harris, antropologo americano, perché molti storcono il naso quando si parla di questo o quel cibo, se non incontra i loro gusti o il loro senso estetico.

Oggi vi parlo di un bar e di panini con carne di cavallo. Ecco spiegate le citazioni letterarie: il bar all’antica, spartano, senza fronzoli, rimasto immutato nei decenni, con ancora l’insegna metallica della birra Ichnusa e il cartello giallo con la cornetta che segnalava il posto telefonico pubblico. Lo trovate qui

proprio dietro alla stazione ferroviaria di Giave, a ridosso della Strada Statale 131 al km 169. Lo riconoscerete perché se passate all’ora di pranzo ci troverete i proverbiali camion e le auto di chi conosce il bar e i suoi panini. I panini con carne di cavallo, appunto. Molti considerano il cavallo un animale talmente prezioso e importante da provare ribrezzo all’idea di mangiarlo, e non li biasimo né li giudico. Io però, con buona pace loro, lo mangio e mi piace pure.

Gigi, il simpatico baffuto che gestisce il bar, è famoso nella zona per i panini con carne di cavallo alla piastra che condisce secondo il gusto dell’avventore, con cipolle, pomodoro, salse… La qualità e il risparmio sono assicurati, e vi troverete a condividere il poco spazio del bar con un campionario di umanità che va dall’operaio, al camionista, al rappresentante, al professionista in giacca e cravatta, al Dioniso Pellegrino di passaggio, tutti con la bocca piena. Per chi non ama il cavallo c’è anche l’hamburger, ma non l’ho mai preso. Un panino, condito a piacere, ha il prezzo fisso di 3 euro, ed è bello grande. Accompagnatelo con una birra fresca o con un bicchiere di vino, che Gigi prende da una cantina della zona.

Se adesso state storcendo il naso perché fate parte del gruppo che non mangia cavallo e non ha letto Harris, beh, siate indulgenti. Oppure sentitevi liberi di insultarmi. Non ci sono uomini cattivi… se sono cucinati bene (Stefano Benni, appunto).

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Informazioni su Valerio Caddeu

Edonista, critico, fotografo dilettante, viaggiatore, artista fallito, sportivo incostante, cittadino del mondo con la Sardegna nel cuore.
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Una risposta a Letteralmente buono

  1. alecani ha detto:

    bel posto questo blog. ti zacco nei miei link!

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