Il paradigma del Pane Frattau

Il bello della tavola è anche riflettere su cosa ci mettiamo in bocca.

La cucina sarda è ricca di spunti, specie se ti trovi a Oliena e mangi il Pane Frattau. Per chi non lo conoscesse, ecco la pagina di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Pane_frattau.

Se state cercando il migliore pane carasau possibile, Oliena è il posto giusto, e proprio questo pane tipico delle zone interne è l’ingrediente principe. Ogni volta che ci si approccia alla cucina sarda tradizionale, ci si rende conto della matrice sussistenziale che la anima, ovvero di quanto i nostri avi abbiano fatto virtù delle ristrettezze in cui vivevano. Tutti i piatti antichi, esclusi quelli festivi, sono facilmente realizzabili e necessitano di pochi, precisi ingredienti che provengono dal mondo della campagna. Il pane carasau ha il pregio di mantenersi inalterato per vari giorni, e questo per i pastori che stavano settimane lontani da casa era una garanzia. Formaggio, uova, brodo o sugo di pomodoro, ed ecco che si compie il miracolo delle “lasagne sarde”, come si legge sulle ricette del Pane Frattau presenti sulla Rete. Niente cotture estenuanti, niente guarnizioni, nulla di superfluo.

Ancora più semplice, nei miei ricordi di bambino dei primi anni Ottanta, il modo in cui i miei nonni utilizzavano il pane raffermo, il civraxiu del Campidano, che essendo lievitato non dura quanto il carasau: tagliato a fette, bagnato con un po’ di brodo e condito con sugo di pomodoro e formaggio grattugiato, diventava “il pranzo del secolo”, come lo chiamava nonno Pietro, o più semplicemente is suppas, come lo conoscono tutti gli altri. Un esempio come tanti altri di cucina economica e sussistenziale, un paradigma che si ripete nella maggior parte delle ricette antiche della cucina di tutti i giorni.

Insomma, la tavola di ogni giorno ha bisogno di far rivivere queste piccole preziosità che gli antichi ci hanno tramandato, e che sempre di più capita di trovare solo nei menù dei ristoranti. E magari paghiamo pure salato!

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Informazioni su Valerio Caddeu

Edonista, critico, fotografo dilettante, viaggiatore, artista fallito, sportivo incostante, cittadino del mondo con la Sardegna nel cuore.
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