Ungrones de Bidda

Non si finisce mai di imparare.

Ho trascorso l’ultimo fine settimana in giro per la Barbagia, e sabato pomeriggio ho visitato le famose Cortes Apertas, manifestazione che nello specifico si chiamava “Ungrones de Bidda”, e ho fatto varie scoperte. Innanzitutto linguistiche, visto che il sostantivo ungroni è comune anche al Sardo Campidanese nella sua forma arcaica, e significa angolo, cantuccio. Un esempio di Ungroni di Ovodda

Ungrones de Bidda

In secondo luogo, ho fatto la conoscenza con alcune preparazioni culinarie delle quali ignoravo l’esistenza. Avete mai sentito nominare il pizzudu? Visto così mi è sembrata una seada, il dolce fritto ripieno di formaggio fresco e cosparso di miele, perchè la forma è la stessa, e in parte anche la sostanza. Praticamente ha la forma delle seadas ma è un po’ più grande, e contiene un ripieno di formaggio fresco, leggermente acidulo, mischiato con la patata degli altipiani, bollita e schiacciata. Si frigge, e quando è ben dorato si mangia, così come è oppure condito a piacere.

Questa qui accanto era la locandina di una delle proposte gastronomiche, e nella foto si vede bene anche il pizzudu. L’altra pietanza proposta altro non è se non pane fine tipico del paese di Ovodda (spola) ripieno di purpedda, bocconcini di carne di maiale stufato e condito con le spezie che si usano per la salsiccia. Sostanzioso e conveniente! Il vino, rigorosamente rosso, era di provenienza delle cantine del paese, niente di più genuino.

Tra le varie proposte all’interno delle Cortes non mancavano le castagne, tipiche dei paesi limitrofi, e i dolci fatti con la pasta di nocciole.

Un’altra delle mie scoperte è invece, diciamo così, architettonica: ho notato che i caminetti delle case di Ovodda sono tutti molto ampi, nell’ordine di un metro e mezzo almeno di apertura. A volte la bocca del camino occupa tutta una parete. Non so se sia una caratteristica del paese o di tutta la zona, in ogni caso è un’idea che vorrei copiare volentieri.

Insomma, queste gite rischiano di fare aumentare il mio peso, ma di sicuro aumentano la conoscenza di questo piccolo, meraviglioso universo che è la Sardegna.

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Informazioni su Valerio Caddeu

Edonista, critico, fotografo dilettante, viaggiatore, artista fallito, sportivo incostante, cittadino del mondo con la Sardegna nel cuore.
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