Ma ita Sardu, Americanu esti!

Una citazione, rubata da

a Bernd Sebastian Kamps, un medico, divulgatore scientifico e esperto poliglotta (nel video da sfoggio della sua conoscenza della parlata cagliaritana) che studia anche metodi veloci di apprendimento delle lingue.

La citazione è motivata dal fatto che durante il buon ritiro del ponte, sulla collina di fronte al mare in Costa Verde

tra le altre cose abbiamo preparato (io e la Martulina Coraggiosa) un dolce americano: la cheesecake, che tradotto letteralmente significa torta al formaggio. La ricetta l’abbiamo tratta da qui http://www.prezzemoloefinocchio.it/modules/wfsection/article.php? articleid=3317 e devo dire che il fatto che fosse “New York style” mi intrigava. Naturalmente ci abbiamo messo il tocco personale. Innanzitutto non mi piace il tono categorico dell’autrice, anche se dimostra grande competenza e la precisione spesso è un pregio. Diciamo che mi sento abbastanza libero di sbagliare e imparare dagli errori anche in cucina, e magari così facendo posso scoprire strade nuove.

Anzitutto abbiamo fatto le dosi più o meno a occhio, abbiamo sostituito metà del formaggio Philadelphia con dell’ottima ricotta vaccina comprata al Mercato delle Tre Terre (vedi articolo precedente), abbiamo quasi raddoppiato i biscotti  e non li abbiamo sminuzzati col mixer (non ce l’avevamo!), ma abbiamo improvvisato un mortaio con un insalatiere e il manico del mattarello. Poi abbiamo eliminato la panna liquida, sostituendola con un po’ di latte, eliminato la vaniglia, sostituito la maizena (a Torre dei Corsari a fine ottobre è abbastanza introvabile) con un po’ di farina manitoba.

Per il resto abbiamo seguito i consigli della ricetta, e il risultato finale è stato molto soddisfacente. Certo, avremmo potuto fare qualcosa di più Sardo, proprio nella notte che tutti chiamano di Halloween ma che i nonni dei nostri nonni già chiamavano in altri modi (Is Panixeddas, Su Mortu-Mortu, Is Animeddas e così via) e con la stessa usanza di girare per le case ricevendo in dono frutta secca, qualche dolcetto, “su trigu cottu” (il pop corn degli antichi, in un certo senso), ma sul momento non ci abbiamo fatto caso, anche perché in fondo a noi, di Halloween, non è che importasse poi molto.

In ogni caso, se avete un po’ di curiosità e pazienza, sperimentate questa ricetta e vedrete che il risultato sarà migliore di quello che spacciano per cheescake in tutti i fast food del mondo, ma soprattutto saprete bene cosa vi state mettendo in bocca.

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Informazioni su Valerio Caddeu

Edonista, critico, fotografo dilettante, viaggiatore, artista fallito, sportivo incostante, cittadino del mondo con la Sardegna nel cuore.
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3 risposte a Ma ita Sardu, Americanu esti!

  1. Martula ha detto:

    Abbiamo avuto così tanto rispetto della sapa che ci è passata sotto il naso al Mercato delle Tre Terre che, piuttosto che usarla male per fare “qualcosa di più Sardo”, abbiamo preferito lasciarla lì a mani più esperte. Non abbiamo avuto invece tante riserve a “maltrattare” la cheesecake americana… : )

  2. Martula ha detto:

    …d’altra parte Is Animeddas con cui abbiamo a che fare noi dall’altra parte dell’oceano si intendono più di pabassinos che non di cheesecake!

  3. Pingback: Let’s go to Chiaramonti! | Dioniso Pellegrino, un blog di Valerio Caddeu

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