La filiera corta a metà

Nei giorni scorsi ero felice di sapere che finalmente l’esperimento della filiera corta, dopo i successi a Cagliari e dintorni, stesse arrivando nel Medio Campidano. Peccato che sia stata un’occasione quasi sprecata. Ecco il link che descrive l’evento:

http://www.provincia.mediocampidano.it/eventi/it/20101030_ae_inaugurazione.wp

Io ci sono stato la mattina dell’inaugurazione, e devo dire che mi aspettavo un afflusso maggiore: i pochi parcheggi della modernissima struttura (sic) erano occupati per metà circa. Ma veniamo subito alle due grosse magagne: le barriere architettoniche e i prezzi. I locali che ospitavano gli stand sono dei magazzini rialzati, con l’invito per lo scarico ad altezza di pianale di rimorchio, e vi si accede solo per mezzo di scale, senza rampe e scivoli. Solo alcuni stand erano in locali al piano terra o nel piazzale. Questo impediva ai non deambulanti la visita a più della metà del mercato. I prezzi praticati poi non erano esattamente quelli che ci si aspetta con la filiera corta: i cosiddetti acquisti a km zero dovrebbero essere competitivi rispetto alla grande distribuzione per via dell’eliminazione degli intermediari, e invece… Un paio di esempi: formaggi pecorini di un caseificio poco distante dai locali del mercato 14 euro e 50 al chilo! Nel mio caseificio di fiducia (ve ne parlerò in altre occasioni) il prezzo di vendita è sotto i 9 euro a chilo, tanto per capirci. Oppure il famoso pane di Gonnosfanadiga, mezza focaccia integrale (300 grammi circa) 2 euro. La frutta e la verdura erano in vendita agli stessi prezzi che ho trovato poco dopo in uno degli ipermercati dei paraggi, in alcuni casi anche a prezzi appena superiori.

Ci ho trovato lo stand dei produttori del riso Molas, e ho potuto fare i complimenti alla signora per i loro prodotti, e altre produzioni d’eccellenza delle mie parti: l’olio, lo zafferano, i legumi… Insomma, ho fatto un po’ di provviste per il buon ritiro durante il ponte festivo appena passato, e ho assaggiato materie prime e pietanze cucinate mentre personale del mercato mi raccontava provenienza e preparazione di ogni cosa.

In conclusione: non so se il presidente Tocco o altri amministratori leggeranno mai queste pagine, ma voglio incoraggiarli a verificare che vengano rispettati i canoni dell’acquisto in filiera corta, perché l’esperimento è riuscito solo a metà. L’iniziativa è quanto di meglio si possa fare per cominciare a rivalutare un settore che può produrre ricchezza e posti di lavoro, ma solo con una attenzione maggiore da parte di chi sta organizzando.

Annunci

Informazioni su Valerio Caddeu

Edonista, critico, fotografo dilettante, viaggiatore, artista fallito, sportivo incostante, cittadino del mondo con la Sardegna nel cuore.
Questa voce è stata pubblicata in Cucina, Sagre e Mercati e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a La filiera corta a metà

  1. Pingback: Assente ma giustificato | Dioniso Pellegrino, un blog di Valerio Caddeu

  2. Pingback: Dioniso Pellegrino 2.0 | Dioniso Pellegrino, un blog di Valerio Caddeu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...